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21 maggio 2012

Mappe digitali storiche (con indicazioni socioeconomiche)

Sul sito dell'Università di Stanford ecco Orbis, un bell'esempio di una mappa digitale Geospatial Network Model tutta dedicata all'Impero Romano del 200 dopo Cristo. Un modello dei trasporti, uno strumento di conoscenza del territorio importantissimo (e con ottimi possibili utilizzi anche in ambienti formativi), dove alla comprensione visiva  dei traffici commerciali o militari dell'epoca lungo le vie consolari che circondavano e tuttora circondano il Mediterraneo è possibile avere informazioni di carattere economico e socioculturale sulla vita di allora. Ci sono dei video esplicativi, buone descrizioni.
Quanti giorni si impiegavano per andare da Aquileja a Costantinopoli? A quale prezzo? E se fossi stato un imprenditore nel ramo dei trasporti o un commerciante di derrate alimentari e avessi dovuto aggredire i mercati esteri esportando farina, quanto mi sarebbe costato portarne circa 9kili, ovvero un moggio?
Siam sempre lì: a capire bene il tecnoterritorio (anche e soprattutto nella dimensione diacronica, per comprendere in prospettiva le direzioni dello sviluppo storico dell'Abitare), si capisce bene il territorio.




ORBIS: The Stanford Geospatial Network Model of the Roman World reconstructs the time cost and financial expense associated with a wide range of different types of travel in antiquity. The model is based on a simplified version of the giant network of cities, roads, rivers and sea lanes that framed movement across the Roman Empire. It broadly reflects conditions around 200 CE but also covers a few sites and roads created in late antiquity.
The model consists of 751 sites, most of them urban settlements but also including important promontories and mountain passes, and covers close to 10 million square kilometers (~4 million square miles) of terrestrial and maritime space. 268 sites serve as sea ports. The road network encompasses 84,631 kilometers (52,587 miles) of road or desert tracks, complemented by 28,272 kilometers (17,567 miles) of navigable rivers and canals.

28 settembre 2011

Cartografie e narrazioni per la promozione territoriale

Cartografie e narrazioni per la promozione territoriale
Con i finanziamenti di un progetto europeo Interreg alcune aziende italiane e austriache hanno avviato una collaborazione transfrontaliera per progettare e sviluppare tecnologie innovative per la promozione territoriale. Si tratta di ideare modi nuovi di rappresentare aree geografiche tramite le mappe digitali, cartografie a cui poi vanno necessariamente aggiunti degli "strati" di narrazioni territoriali capaci di comunicare le peculiarità dei Luoghi sia dal punto di vista naturalistico sia da quello antropico, relativo alle tradizioni e alla cultura.
Le narrazioni emergono spontaneamente dalle reti sociali della collettività: le conversazioni sui blog a tematica iperlocale e sui social network, oppure la comunicazione istituzionale di agenzie pubbliche e private per la promozione territoriale grazie a opportuni strumenti di ascolto possono essere aggregate e allestite sulle mappe digitali, le informazioni possono essere organizzate per offrire al potenziale turista/viaggiatore una visione "aumentata" di quel determinato territorio, per suggerire il profumo di un'esperienza originale.
Gli abitanti delle zone geografiche rappresentate sulle mappe digitali beneficerebbero essi stessi di simili strumenti di narrazione multimediale, per come oggidì diventa possibile percepire in modo nuovo i Luoghi dove viviamo, nonché partecipare grazie al web 2.0 alle conversazioni georeferenziate che intrecciandosi costituiscono il tessuto delle narrazioni territoriali. L'uso della mappa come strumento di conoscenza diventa essenziale per la gestione della complessità dei territori.


In realtà ci sono diverse problematiche da affrontare, nella progettazione di simili cartografie "aumentate":
1. dal punto di vista tecnico, come vanno utilizzati i dati georeferenziati? Oltre a informazioni fotografiche satellitari o aeree, come possono essere impiegate proficuamente delle rappresentazioni SCHEMATICHE sulle mappe?
2. va concepito un modello, un design dell'informazione per l'ideazione di format specifici per la comunicazione e le narrazioni territoriali, sostenuto da piattaforme web-based o ambienti social georeferenziati in grado di ospitare i contenuti generati dagli utenti?
3. come integrare sulle mappe digitali il bottom-up dei viaggiatori (l'insieme delle segnalazioni e dei commenti pubblicati) con la comunicazione top-down istituzionale regionale o locale?
4. le mappe dovrebbero essere in grado di mostrare (e rendere comprensibile) lo strato "simbolico" dell'abitare di una collettività, allestendo percorsi di lettura e fruizione di esperienze "esistenziali", richiami emozionali e affettivi ai Luoghi, connotazioni del Paesaggio. 
5. come rendere esportabile un "pacchetto" di viaggio, del mio viaggio in quel territorio, come un'app che altri possono fruire, o dalla quale possono ricavare informazioni?
6. in che modo le mappe a finalità turistica possono trarre vantaggio dall'utilizzo sempre più diffuso degli smartphone?
6. va forse superato il modello di GMaps, ovvero della dislocazione sulla mappa di push-pins, segnalibri o marcatori del tutto simili a quelli che eravamo soliti usare sulle mappe cartacee? In quali altri modi è possibile "navigare" un territorio, allestire la sua ricchezza e peculiarità su una mappa digitale?


Il sito di riferimento del progetto sopradescritto, denominato Mex, è reperibile al seguente indirizzo http://www.mexproject.it/http://www.mexproject.it/

4 dicembre 2008

Internet e territorio

Tra i NuoviAbitanti, spesso accade di parlare di rappresentazioni del territorio, vuoi perché l'utilizzo di mappe e documenti iconografici costituisce una imprescindibile risorsa nelle attività formative dellAssociazione nelle scuole sui temi della Cultura TecnoTerritoriale, vuoi perché le possibilità stesse offerte da strumenti web come le mappe di Google dànno luogo a riflessioni più teoriche, dove vengono presi in esame ad esempio i nuovi concetti di identità delle collettività territoriali, oppure le problematiche relative putacaso alla privacy, se nel caso particolare si sta trattando delle segnalazioni che i fruitori possono apporre sulle mappe satellitari.

In che modo potrebbero essere proficuamente utilizzate le mappe satellitari, magari realizzate secondo filosofia OpenCulture, per la rappresentazione sociodemografica del territorio? In che modo gli Abitanti potrebbero contribuire a quella colossale opera di "arredamento" delle cartografie regionali ufficiali (e almeno in FVG, pubbliche)?
Luca ad esempio sta indagando la possibilità di portare sulle mappe, grazie agli apporti dei singoli fruitori, le indicazioni di tipo linguistico o culturale come "luoghi della memoria collettiva", oppure le aree di diffusione geografiche delle lingue regionali, mentre a me personalmente interesserebbe molto inventare dei modi nuovi per coinvolgere le istituzioni scolastiche nella produzione di materiale originale, testuale o fotografico o audiovideo, in grado di narrare i Luoghi e i manufatti.
Si potrebbero realizzare dei percorsi culturali sul territorio, volendo a finalità anche turistica, grazie alle segnalazioni dei songoli Abitanti, si potrebbe dare visibilità alle filiere della Produzione e della Distribuzione di beni e servizi, si potrebbero progettare e promuovere sul territorio dei concorsi fotografici, per produrre materiale documentale da mettere a disposizione di tutti, affinche tutti possano partecipare alla costruzione della rappresentazione identitaria di una determinata collettività (e del suo territorio fisico di appartenenza) nei flussi digitali dei nuovi territori digitali.

C'è qualcuno a conoscenza di progetti innovativi che prevedano l'utilizzo interattivo di mappe satellitari? Qua sotto c'è il bottone "Commenti" :)

4 novembre 2008

OpenStreetMap: per una cartografia pubblica e open

Problema: in Italia le mappe satellitari non sono pubbliche e gratuite.
E' una questione di diritti di copyright: non possiamo usare le mappe di GoogleMaps a nostro piacimento, e inoltre le informazioni che immettiamo su queste mappe (immagini e segnalibri, testo esplicativo) non ci appartengono più, potrebbero legittimamente scomparire se putacaso sparisse Google.

In verità, il vero problema è che in Italia le cose fatte con soldi pubblici non sono pubbliche, che si tratti di brevetti universitari o di cartografie del territorio.

Il Friuli Venezia Giulia non si può lamentare, perché oltre ai dati GPS e al Catalogo regionale dei dati ambientali e territoriali da qualche giorno è possibile accedere in modo gratuito alla cartografia digitale del FVG. Ma in ogni caso non si tratta di mappe su cui gli Abitanti possono scrivere, come quelle di Google, "nutrendo" di informazioni le mappe stesse con indicazioni di pubblica utilità, o di carattere storico culturale o turistico, o luoghi della memoria, in un movimento di connotazione dinamica e collettiva delle identità, originali e uniche, di un territorio.

Ecco quindi (traggo informazioni da questo articolo sulla Stampa di Valentina Avon) che in qualche Comune italiano si vede diffondersi la pratica di "creare e fornire dati cartografici, qualsiasi mappa di strade, liberi e gratuiti a chiunque ne abbia bisogno" secondo le indicazioni del progetto OpenStreetMap, dove ciascuno di noi può appunto liberamente fruire delle mappe e soprattutto partecipare alla loro precisione, ad esempio geotaggando con le coordinate GPS i luoghi significativi affinché tutti ne traggano vantaggio.

Il Comune di Schio ha recentemente abbracciato, in quanto Piazza Telematica, il progetto OpenStreetMap: potete raccogliere qualche ulteriore informazione sulla necessità odierna di Cultura Open guardando la presentazione qui sotto illustrata da Luisanna Fiorini, in occasione del Linux Day appunto a Schio del 25 ottobre scorso.



20 febbraio 2008

Mappe concettuali automatiche in Wikipedia


Conosciamo l'importanza dell'impiego di mappe concettuali, nella progettazione sociale o nella didattica, oppure semplicemente per prendere appunti ad una conferenza o per mettere ordine nelle proprie idee, quando si fa brainstorming da soli.

Ora usando wikimindmap.org è possibile generare delle mappe automatiche dei termini contenuti nella Wikipedia, dando rappresentazione visiva ai collegamenti tematici che procedono a partire dall'argomento da noi scelto come punto di partenza.

Decisamente uno strumento da sperimentare nelle aule scolastiche.





6 novembre 2007

Museo Emozionale della Memoria - GeoBlog

vEcco qui un link per una bella idea realizzata a Torino: si tratta di un Museo Diffuso dedicato ai Luoghi della Memoria della seconda Guerra Mondiale, il quale nelle sue pagine web ospita anche un esempio di mappa satellitare interattiva (realizzata con GEarth) dove è possibile scoprire georeferenziati i territori torinesi maggiormente correlati con i sanguinosi fatti di guerra, Luoghi resi eloquenti dall'utilizzo di SemaCode (o MatrixCode).

Essendo aperti agli apporti degli Abitanti, le mappe Territorio e Momoria vanno viste come importanti risporse a disposizione delle collettività per costruire collaborativamente la Storia dei Luoghi, nelle sue valenze ad esempio antropologiche oppure tecnoterritoriali.

http://www.museodiffusotorino.it/geoblog.html