Non avete l'ADSL? Potete dirlo qui, e scoprirvi ahimé in numerosa compagnia.
Voglio l'ADSL!
Tags: adsl, tecnologia, tecno
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Il mondo cambia. Le generazioni biodigitali vivono nuovi spazi interumani.
Con uno sguardo ecosistemico glocale, ci accorgiamo delle reti relazionali e tecnologiche che innervano il territorio, della nostra appartenenza storica ad una collettività in cambiamento: diventa possibile progettare la socialità, interagire con la conoscenza, abitare consapevolmente.
Dalla Cultura Tecnoterritoriale alla Cittadinanza Digitale
L’industrializzazione ha distrutto il villaggio, e l’uomo, che viveva in comunità, è diventato folla solitaria nelle megalopoli. La televisione ha ricostruito il «villaggio globale», ma non c’è il dialogo corale al quale tutti partecipavano nel borgo attorno al castello o alla pieve. Ed è cosa molto diversa guardare i fatti del mondo passivamente, o partecipare ai fatti della comunità.» G. TAMBURRANO, Il cittadino e il potere, in “In nome del Padre”, Bari, 1983
Discuti l’affermazione citata, precisando se, a tuo avviso, in essa possa ravvisarsi un senso di “nostalgia” per il passato o l’esigenza, diffusa nella società contemporanea, di intessere un dialogo meno formale con la comunità circostante
“…i ragazzi intorno ai ventenni sono essi stessi la globalizzazione. Sono immersi in un flusso continuo di comunicazioni, scaricano musica e film, alimentano YouTube, attingono conoscenze dalle fonti più disparate, producono e subiscono modelli di comportamento, fanno e disfano comunità virtuali, assumono identità molteplici…
Il popolo di Internet, di cui le persone giovani costituiscono il nerbo, è al di là della logica televisiva. Frequenta il più ampio spazio pubblico che l’umanità abbia conosciuto…
Siamo di fronte a una nuova condizione umana, che certo può produrre nuove forme di solitudine e di esclusione, che può imprigionare la vita nello schermo di un computer, ma che deve essere considerata come elemento essenziale della dinamica complessiva che stiamo vivendo…”
Ricerca della Doxa sui giovanissimi tra i 14 e i 18 anni
I teenager italiani: 9 su 10 hanno il cellulare
Usano molto il computer, navigano su Internet e sognano - o hanno - l'iPod. Ma leggono poco
Sono contenti della loro salute fisica, della casa e della famiglia, passano parecchio tempo tra tv e Internet ma leggono poco e vorrebbero avere qualche soldo in più in tasca. Per quasi tutti, l'accessorio fondamentale è il telefonino cellulare. Sono 1.400 i ragazzi tra i 14 e 18 anni che l'Agenzia Doxa ha passato in rassegna per cercare di capire cosa pensano, come si muovono e cosa consumano i giovanissimi italiani. L'indagine è stata presentata e discussa presso il convegno "Teenager 2007" promosso dalla società Somedia.
QUALITÀ DELLA VITA - Prima di tutto i ragazzi sono soddisfatti della loro salute fisica (44%), anche se non proprio dell'aspetto esteriore che piace solo al 12%. Sono felici della loro casa e della famiglia, anche se pochi sono soddisfatti della natura e del verde nel proprio quartiere. Non ottimi i rapporti con gli insegnanti, ma grande feeling con i coetanei che è al terzo posto nella percentuale delle maggiori soddisfazioni. "Il medico" è la professione più ambita, anche se il "calciatore" rimane uno dei sogni nel cassetto. La discoteca non è un luogo di ritrovo abituale, ma neanche il parchetto sotto casa. I giovani si ritrovano a casa degli amici o in pizzeria.
RAPPORTO COL DENARO - Il 38% dichiara di «avere a disposizione molti meno soldi di quanti gliene potrebbero servire» (nel 2005 la media era più bassa: il 30%). L'insoddisfazione è in aumento. La maggioranza comincia ad avere un rapporto col denaro non prima dei 14 anni e riceve una "paghetta" settimanale di circa 14 euro, somma che aumenta sulle 23 euro tra i 17 e i 18 anni. La ricarica del cellulare è la spesa cardine attorno a cui gira la loro piccola economia, ma anche i vestiti di marca sono presenti tra gli acquisti.
RAPPORTO CON LA TECNOLOGIA - Il 91% dei ragazzi tra 14 e 18 anni ha un cellulare personale (ovviamente con fotocamera), solo nove su 100 non hanno il telefonino. Il computer viene usato più in casa che a scuola (solo il 20%) e il 52% dei ragazzi utilizza Internet: la navigazione viene fatta soprattutto per studiare, ma le sessioni non durano più di un ora. I veri oggetti tecnologici del desiderio sono: la fotocamera digitale (questa volta senza telefonino) e l'Ipod (lettore mp3 di Apple). Quanto alla lettura di libri non scolastici, il 45% dei ragazzi interpellati non ne ha letto nemmeno uno in un anno, il 15% uno, il 14% due, il 26% più di tre (31% tra le ragazze)
DIFFERENZE DI GENERE - Le ragazze guardano più TV dei ragazzi, escono e studiano di più, nella sfera professionale esprimono anche il desiderio di un mestiere creativo; piuttosto che all'oratorio vanno a messa (41%). Il contrario per i maschi che invece frequentano le strutture religiose preferendo l'oratorio, dedicano anche più tempo al gioco e allo sport, sono un po' più spendaccioni delle ragazze. Tra le attività lo sport è al primo posto ma anche una visita ad un museo può essere interessante. L'unico elemento su cui non appaiono differenze è la navigazione su Web che è completamente paritetica.
Hanay Raja 13 giugno 2007
La storia è condivisa con Wikindustria
11 Giugno 2007Storiaindustria cresce e con il wiki il sapere si fa condiviso. Il sito sulla memoria industriale del Nord Ovest, iniziativa del professor Luciano Gallino per ricostruire e illustrare sul web il passato di fabbriche, prodotti, mestieri, modi di lavorare e organizzare le aziende che hanno caratterizzato la cultura e l’identità territoriale del Nord Ovest dal 1850, offre oggi un nuovo strumento. E' WikiRedazione, un ambiente di lavoro distribuito che permette ai navigatori di offrire e condividere le proprie conoscenze e le proprie memorie.
Anche se si rivolge prima di tutto a studenti e insegnanti delle scuole superiori e alle università, WikiRedazione non è solo un innovativo strumento didattico. Alla redazione delle pagine possono partecipare tutti: l’obiettivo è quello di sperimentare la creazione di una comunità diffusa di utenti-autori che scriva contributi originali, che reperisca materiali su industrie locali, che animi il dibattito on line sui tema di interesse comune.
Richiamando il paradigma di lavoro cooperativo diffuso “wiki”, dopo essersi registrato con una e-mail ognuno può contribuire alla redazione di nuovi contenuti o modificare quelli già offerti da altri partecipanti su temi specifici, identificati da parole chiave legate a imprese, prodotti o personaggi. Ma è anche possibile proporre nuove voci da aprire a contributi collaborativi, intrecciando i propri interessi con i percorsi formativi del sito. Una redazione valuta i singoli interventi e li pubblica come approfondimenti tra le pagine dei corsi online.
Il tutto con licenza Creative Commons 2.5. Coerentemente con la filosofia del Web 2.0, gli utenti di WikiRedazione non hanno bisogno di conoscenze di programmazione né di strumenti informatici specifici: bastano un pc collegato in Rete e molta curiosità a navigare nel Web.
WikiRedazione è stato sviluppato dal CSI-Piemonte appositamente per il progetto multimediale on line di Storia e Cultura dell’Industria e si basa sulla personalizzazione del prodotto open source "DokuWiki".
Web
Storiaindustria www.storiaindustria.it
Wikiredazione www.storiaindustria.it/wikiredazione.shtml
Carla Ravaioli (dal “Manifesto” - Giugno 2007)
Oggi il mondo (afferma la Fao, che non è un organismo antisistema) produce cibo ampiamente sufficiente a sfamare tutti i suoi abitanti. Ma, come noto, nei paesi cosiddetti “in via di sviluppo” quasi un miliardo di persone è gravemente sottonutrito, e ogni sei secondi un bambino muore di fame. Mentre in Occidente è una malattia sociale l’obesità da iperalimentazione.
La ricchezza continua ad aumentare in tutto il globo. La società attuale sarebbe in grado di sconfiggere la povertà. Ma circa metà della ricchezza prodotta viene accaparrata dal dieci per cento della popolazione, mentre un miliardo e mezzo di persone vivono con due dollari al giorno. L’impoverimento da anni è un fenomeno costante e diffuso anche tra i ceti medi e nei paesi più affluenti. Lo testimoniano tra gli altri Stiglitz, Fitoussi, Giddens, Lutwack, che non sono dei no global.
Le tecnologie oggi disponibili potrebbero consentire di produrre il necessario a una vita agiata per tutti, e anche una buona quota di superfluo, lavorando tutti un tempo limitato: la profezia di Keynes (tre ore al giorno, ricordate?) potrebbe avverarsi. Di fatto il mondo del lavoro contempla masse di disoccupati e di precari, masse di gente costretta a orari massacranti più straordinari imposti sotto ricatto, masse di sfruttati come ai tempi del più spietato protocapitalismo.
A questo modo si producono quantitativi enormi e crescenti di merci sempre più scadenti, che è sempre più difficile vendere, nonostante prezzi sempre più ridotti, e liquidazioni, saldi, rateazioni senza interessi, facilitazioni di ogni tipo: merci per la gran parte destinate in tempi brevissimi a finire in discarica. Possibile e forse vicina crisi da sovrapproduzione, dicono gli esperti. Incontenibile bulimia di un capitalismo avviato a una seria crisi sistemica, dicono le teste più lucide dell’economia critica, Gorz, Wallerstein, Chomsky, Shiva, Bello, ecc.
La gravissima crisi ecologica che va mettendo a serio rischio il futuro della specie umana è diretta conseguenza del sistema economico oggi dovunque attivo, affermano concordemente gli scienziati di tutto il mondo. E’ conseguenza cioè di un modo di produzione distribuzione e consumo, del quale è obiettivo primo la crescita illimitata: in contraddizione insanabile con i limiti dello spazio in cui opera, cioè il Pianeta Terra.
Non sto dicendo cose nuove.